Serie A, pagellone: Juve cannibale, big show Napoli. Parma e Milan vittorie per l’Europa


Serie A, pagellone: Juve cannibale, big show Napoli. Parma e Milan vittorie per l’Europa

Prima di ritorno col botto, quasi per tutte. La 20esima giornata di Serie A ha messo ancora una volta in evidenza tutte le componenti della parte alta della classifica, ad esclusione di qualcuna che si è dovuta fermare contro avversari non proprio irresistibili sulla carta. E allora se da una parte c’è la conferma di una Juventus che non conosce la parola sconfitta e continua nella sua marcia trionfale verso il consolidamento della vetta dopo l’ennesimo successo anche contro il Chievo all’Allianz Arena, dall’altra c’è un’Inter che pare aver smarrito lo smalto di un tempo. Fermata sullo 0-0 da un Sassuolo ordinato e ben disposto a provare a fare il colpaccio a San Siro.

La meraviglia poi è stato il Napoli che contro la Lazio, in un undici di partenza pieno zeppo di riserve con i tanti titolari out per infortuni e squalifiche, è riuscito a battere i bianacocelesti anche grazie all’ennesimo gioiello di Milik. Bene, ma non benissimo la Roma, ancora da rivedere nella solidità difensiva e nella gestione del risultato nonostante la vittoria sul Torino. Capolavoro Atalanta ora più che mai lanciata verso l’Europa. Fiorentina e Sampdoria confermano di essere due realtà assolutamente belle del nostro campionato. Ecco dunque il pagellone di giornata, con promossi e bocciati di questa 20esima giornata di Serie A.

Promosse

La Juventus non conosce la parola sconfitta

Diciamo che ad esultare dopo la vittoria per 3-0 della Juventus, è stato più che altro Duvan Zapata che ha potuto festeggiare la permamenza in testa alla classifica marcatori di Cristiano Ronaldo che si è fatto parare un rigore da Sorrentino. L’unica cosa negativa di una serata gestita al meglio dalla Juventus contro il Chievo fanalino di coda che ha potuto solo limitare i danni. Insomma, tutto come nelle aspettative con i bianconeri che corrono verso l’ottavo scudetto di fila a +9 sul Napoli e con nessun accenno ad un calo.

Anche senza Mandzukic e Pjanic, Allegri che si è affidato a Bernardeschi, Dybala e CR7, con Douglas Costa autore del primo gol, ha scoperto proprio nell’ex Fiorentina un altro gioiello della rosa juventina che sta attraversando un grande momento di forma che presto magari potrà vederlo anche titolare in gare più importanti. Per il resto solita gestione impeccabile dei campioni d’Italia che quest’anno maggiormente non sembrano avere alcun punto debole.

Ancelotti scopre anche un solido “Napoli B”

Come se non bastasse la classe immensa di una squadra che pare non far acqua da nessuna parte, tranne qualche calo di tensione di troppo nelle partite che contano (vedi Juventus, Inter e Psg), il Napoli sembra essere davvero irresistibile.

Spettacolare nel gioco e sempre in partita, Ancelotti nonostante le assenza di Hamsik, Insigne, Koulibaly e Ghoulam, è riuscito a mettere in campo una squadra che ha trovato in Milik il solito cecchino infallibile e finalmente anche i gol di Callejon.

Senza dimenticare il buon ritmo imposto a centrocampo da Zielinski e Diawara e soprattutto Fabian Ruiz, vero valore aggiunto di una squadra che si fida tanto delle geometrie dello spagnolo, mai rinunciatario e sempre attento e preciso nelle verticalizzazioni. Il 2-1 sulla Lazio è una conferma in più per il campionato e per Ancelotti: questo Napoli ha sempre un’arma in più da sfoderare.

Il Milan sa vincere anche senza Higuain

Gli attacchi continui del Genoa nel primo tempo e le due occasioni pericolose che nel secondo tempo hanno visto prima Donnarumma e poi Rodriguez salvare il risultato. Il Milan poi, a Marassi, ha fatto il Milan, ovvero saper resistere per poi pungere con due colpi nella ripresa: Borini e Suso. Un successo che vale il quarto posto e soprattutto 6 punti dall’Inter terza.

Insomma, neanche così male per Gattuso considerando le tante troppe critiche al tecnico calabrese che invece va avanti per la sua strada certo di potersi conquistare la qualificazione in Champions anche senza Higuain e magari con un Piatek in più. Già, perchè nonostante l’assenza dell’argentino, il Milan è sempre riuscito a vincere in questa stagione quando il Pipita è stato assente.

Un dato non da poco che certifica la qualità del collettivo messo in campo da Gattuso e che con un Paquetà in più (uno dei migliori in campo al Ferraris) dimostra di poter sopperire alla mancanza dell’ex bomber juventino.

Atalanta come un raggio di sole

Ben 31 punti in classifica, sesta forza del campionato alle spalle delle grandi. Il 5-0 sul campo del Frosinone che fa seguito ai 6 gol realizzati nell’ultima gara del 2018 contro il Sassuolo. Ben 11 gol nelle ultime due partite e un attaccante (Duvan Zapata) capace di realizzare 14 gol (17 in stagione se consideriamo qualificazione in Europa League e Coppa Italia), di questi 13 nelle ultime 7 gare.

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Sono i numeri incredibili dell’Atalanta di Gasperini, assolutamente promossa dopo l’ennesimo expolit sul campo del Frosinone asfaltato da 5 gol dei ragazzi terribili del club bergamasco. Forza, continuità e quella voglia di sorprendere che ha finalmente ripreso a serpeggiare nel gruppo allenato dall’ex tecnico di Genoa e Inter che prima di congedarsi (si parla di un addio a fine stagione), vorrebbe nuovamente conquistare l’Europa League sfiorata per la seconda volta consecutiva quest’anno.

Gervinho-Inglese: che Parma!

La coppia insolita che nessuno si aspettava potesse regalare così tante gioie. D’Aversa bravo a gestire un gruppo formato da un mix di giovani ed esperti. Ciò che si è visto in Udinese-Parma è l’ennesima prova di carattere dei gialloblù che vincendo alla Dacia Arena, si sono portate a ridosso della zona Europa League. Ha ritrovato i gol di Inglese e di Gervinho il tecnico gialloblù.

Non si è fatto impressionare dal buon ritmo impresso alla gara dai bianconeri e ha saputo capovolgere un pareggio che ormai sembrava essere tutto sommato positivo per entrambi. E invece il Parma, da neo promossa, sta dando dimostrazione di aver imparato a ragionare da grande, con umiltà e concentrazione, andando avanti spedita verso il suo obiettivo, la salvezza, che poi magari potrà anche non essere l’unico traguardo da raggiungere…

Bocciate

Inter, pari amaro e deludente

Icardi mai pervenuto, Joao Mario un’ombra per tutto il tempo che Spalletti gli ha concesso di rimanere in campo e un Perisic che sembra essere la brutta copia di quello ammirato negli ultimi anni nerazzurri. Quest’Inter non piace, sembra essersi spaventata di un Sassuolo che a San Siro ha imposto uno 0-0 alla squadra dell’ex tecnico della Roma incapace di mettere in difficoltà gli uomini di De Zerbi. Anzi, c’è voluto un super Handanovic per evitare un ko che probabilmente non sarebbe stato neanche così ingiusto nei confronti dei neroverdi.

La terza posizione è solida, ma il secondo posto si allontana, certo l’obiettivo è ritornare in Champions League ma c’era la netta sensazione che questa squadra potesse essere l’antagonista della Juventus. Ma poco importa, il presente parla di una squadra troppo ferma su quelle due o tre trame di gioco e incapace di reagire agli impulsi avversari. Spalletti avrà da lavorare tanto ma per ora il 2019 non può che essere amaro.

Rimandate

E’ ancora una ‘Rometta’

Francesco Totti tempo fa la definì in questo modo la sua squadra. Il contrario di ciò che rappresenta la città, potente e splendente. L’immagine della Roma attuale è tutta racchiusa nel termine usato dall’ex capitano. A tratti bella e divertente, ma sempre poco concentrata e fragile nei punti nevralgici del campo. Di Francesco adora quest’undici con tanti ragazzini più l’esperienza di gente come Manolos e Dzeko. Ma forse è ancora troppo presto per definirlo un progetto vincente. Il 3-2 sul Torino ha rigenerato l’ambiente, ma solo nel risultato.

L’altalenante cammino della Roma in campionato (Transfermarkt)in foto: L’altalenante cammino della Roma in campionato (Transfermarkt)

Che poi è quello che conta, ma forse i giallorossi dovranno imparare ancora a capire che per gestire il risultato ci vuole la testa e bisogna ragionare da squadra. La squadra di Mazzarri, sotto di 2 gol, era anche riuscita a pareggiare la partita con le solite amnesie difensive che ormai sono un’abitudine in casa Roma. Solo El Shaarawy è poi riuscita a risolverla. Ma l’atteggiamento è da cambiare se si vogliono evitare altri ko e proteste di una piazza che è tutt’altro che tranquilla con la società.

Fiorentina e Sampdoria: la voglia c’è

Si sono sfidate contro al Franchi in una gara che aveva tutti gli ingredienti per essere ricordata a lungo. E così sarà, perchè Fiorentina e Sampdoria hanno dimostrato di avere davvero tutto per giocarsi fino all’ultima giornata l’accesso in Europa. Dall’expolit dei singoli con Quagliarella show a cui ha risposto il nuovo arrivato Muriel replicando alla doppietta del bomber doriano, alla forza del gruppo. Già, così come dimostrato da Pezzella dopo il 3-3 finale quando tutta la squadra ha festeggiato mostrando fiera la fascia da capitano di Astori.

I numeri incredibili di Fiorentina e Sampdoria (Whoscored.com)in foto: I numeri incredibili di Fiorentina e Sampdoria (Whoscored.com)

Un’immagine rimasta indelebile in una domenica in cui Firenze ha finalmente rivisto una squadra viva che aveva già dato segnali positivi in Coppa Italia vincendo con una doppietta di Chiesa a Torino. E che dire dei ragazzi di Giampaolo. Divertenti e precisi, letali al momento giusto ma forse ancora poco esperti nel gestire un vantaggio con un uomo in più. Resta nella mente però, l’immagine di una gara giocata a viso aperto da due squadre che hanno tutto da guadagnare in questo 2019.

Fonte: Serie A, pagellone: Juve cannibale, big show Napoli. Parma e Milan vittorie per l’Europa